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GENITORI E SCUOLA CALCIO
Nella maggior parte delle riviste specializzate che si occupano di calcio giovanile, spesso ci si imbatte in considerazioni - da parte di allenatori di ragazzi di qualsiasi età, dai pulcini agli juniores - che sono ovviamente ironiche ma altrettanto significative, del tipo: "vorrei allenare una squadra di orfani".
E´ ovvio che ogni genitore desideri il meglio per il proprio figlio e che in qualità di genitore si senta in dovere - e siamo d´accordo che tutto sommato questo sia effettivamente un suo dovere - di intervenire ogni qualvolta ritenga che non ci sia stata sufficiente attenzione o capacità in chi si occupa, nella scuola calcio a qualsiasi livello, del proprio figlio.
Tutto giusto, ma è tuttavia nostra ferma e assoluta convinzione che questo debba avvenire qualora vengano a mancare l´attenzione educativa e sociale o il rispetto della personalità dei bambini, requisiti necessari ad ogni persona che si occupi di loro (Educatori); l´intervento è certamente meno giustificato quando questo riguardi aspetti tecnico-tattici del gioco del calcio: impostare un lavoro stagionale con dei ragazzi è un compito complesso con molte sfaccettature di cui tenere conto in fase di programmazione e svolgimento durante l´anno. A puro titolo di esempio: gli spazi estivi ed invernali, le attrezzature, il numero dei bambini presente ad ogni allenamento, la loro personalità (che in molti casi si sta ancora formando)...
In molte società - piccole e grandi - allenatori e dirigenti si rifiutano di parlare con i genitori di aspetti prettamente tecnici e/o tattici, limitandosi spesso ad un saluto rapido prima e dopo gli allenamenti o la partita; il nostro punto di vista è diverso: essendo convinti della bontà del nostro lavoro non abbiamo paura di confrontarci, ovviamente a patto che ci sia sempre il massimo rispetto, sia personale che dei rispettivi ruoli. Se l´allenatore (per gioventù, propria personalità o altro) non è magari disponibile a questo tipo di dialogo esisterà comunque un dirigente con il quale scambiare pareri anche tecnici.
Siamo fermamente convinti che il genitore non è solo la scomoda quanto purtroppo necessaria appendice del bambino ma anche una risorsa importante nella gestione della scuola calcio, quindi a maggior ragione riteniamo che il dialogo costante e costruttivo tra dirigenti, allenatori e genitori sia la base del successo nella crescita tecnica e personale degli allievi.
A proposito del ruolo dei genitori è molto, molto, MOLTO importante che i bambini sentano la fiducia da parte dei propri genitori per accrescere la propria autostima e non essere condizionati, nel calcio come nella vita, dalla paura di sbagliare: anzi al contrario devono sentirsi liberi di esplorare tutte le soluzioni che possano venir loro in mente - più esperienze fanno, meglio è. Nelle partite che andremo a giocare è fondamentale che i bambini vi sentano partecipi e si sentano sostenuti, incitati e non giudicati o, peggio, criticati. Sembrerà banale, ma i ragazzi, fino a 15-16 anni, a prescindere da dove giocano, non sono ancora dei calciatori, sono bambini (ragazzi) che giocano. Quindi facciamoli divertire (possibilmente vincendo qualche partita!) ma non facciamo diventare il calcio un lavoro - anche se speriamo per loro che possa diventarlo...
Per riassumere, ciò che noi richiediamo ai genitori è di:
Considerare i proprio figlio/a come una persona da educare e non un campione da allenare
Anteporre sempre il benessere fisico e psicologico del giovane al proprio desiderio di vederlo vincere
Avere fiducia nell´operato degli educatori sportivi, lavorando in sinergia con loro
Essere un tifoso rispettoso, incoraggiando in modo leale la propria squadra senza inveire in alcun modo contro quella avversaria (e i suoi tifosi, ovviamente) o l´arbitro.